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Bambini/e: centri estivi, sì o no?

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Bambini/e: centri estivi, sì o no?

23 Maggio 2020

In questi giorni un argomento che sicuramente tocca molte famiglie riguarda la scelta se fare partecipare o meno bambini e bambine ai centri estivi e/o ai servizi educativi. È una scelta non semplice quella a cui sono chiamate, perché se da un lato vi è l’esigenza di tornare al lavoro, dall’altro lato si vogliono garanzie di poter affidare i minori a persone competenti, in luoghi che siano sicuri.

Dal 15 giugno, a livello nazionale - poi le regioni avranno libertà di adattare le date secondo le proprie esigenze - si darà il via ufficiale alle attività estive che ogni anno sono pensate per i minori, quindi: centri estivi, servizi educativi e Grest-Estate Ragazzi. Un appuntamento che ogni anno coinvolge milioni di minori in tutta Italia e che vede impegnati migliaia di operatori e volontari, sia adolescenti che adulti. Le attività generalmente possono variare da centro a centro, e da regione a regione, ma alla base tutte hanno una finalità educativo-ludica, mettendo al centro dell’esperienza il benessere psico-fisico del minore.

Quest’anno, tuttavia, la pandemia ha scombussolato un po’ tutte le routine, le attività, le programmazioni, motivo per cui solo pochi giorni fa, con l’ultimo dpcm, si è avuto il via libera ufficiale per l’organizzazione dei centri estivi e servizi educativi da sempre gestiti dal Terzo settore e dagli oratori/parrocchie. Cosa cambia rispetto agli altri anni? Che tipo di attività aspettarsi? E, soprattutto, saranno in sicurezza?


Cosa cambia rispetto agli altri anni

La prima risposta che verrebbe da dire, tout court, è ‘tutto’. In realtà, le novità davvero vincolanti, e che rivoluzionano il modo di fare attività estive, riguardano in maniera preponderante le norme di sicurezza. In primis l’accesso agli spazi dedicati – che si consigliano per lo più aperti – avrà un vero e proprio triage per gli accompagnatori, i minori e gli operatori; poi vi sono una serie dettagliata di regole per mantenere le distanze di sicurezza durante le attività, sanificazione frequente degli strumenti e oggetti utilizzati, igienizzazione frequente delle mani. Una serie di nuove routine da acquisire che, di certo, non lascerà indifferenti i minori, abituati come è normale alla libertà di movimento e di socialità. È un prezzo da pagare, tuttavia, per mantenere effettivamente degli standard qualitativi alti di sicurezza per tutte le persone coinvolte. Una sfida educativa complicata sarà, tra le tante, quella di provare a includere tutta questa serie di norme all’interno di uno sfondo-gioco, dove il minore possa risignificare questa esperienza e non esserne ‘offeso’. In altre parole, starà alla bravura e alle competenze degli operatori ricreare una sorta di ‘storia’, per intenderci come quella che Benigni inventò nel film “La vita è bella” per il figlio, per dare un significato all’impossibilità del contatto fisico o del gioco libero.


Che tipo di attività aspettarsi?

Da questo punto di vista si potrebbe dire che cambia la forma ma non la sostanza. In altre parole, le tipologie di attività da svolgere nei vari servizi educativi e centri estivi resteranno, bene o male, le stesse: compiti, attività laboratoriali, giochi, balli, ecc. La grande differenza, ovviamente, che è poi la vera sfida per gli operatori, sarà quella di pensare creativamente a tutta questa serie eterogenea di attività in modo tale che siano rispettate le distanze di sicurezza e tutte le altre disposizioni. Per questo motivo, la differenza nella differenza la farà la preparazione e la professionalità degli operatori a cui affiderete i minori, se deciderete di farlo. È utile accertarsi, quindi, prima dell’iscrizione, se il gestore delle attività annovera tra il personale qualificato educatori socio-pedagogici e pedagogisti (che dovrebbero coordinare le attività educative).


Le attività saranno sicure? I minori saranno al sicuro?

Da questa emergenza stiamo davvero imparando tutti a vivere la vita in modo diverso, soprattutto a partire dal cambiamento dovuto all’introduzione di tutte le misure di sicurezza adottate ad oggi. Gli studi hanno permesso, giorno dopo giorno, di conoscere progressivamente le caratteristiche del Covid 19 e, di conseguenza, aggiornare ed adeguare le norme per il distanziamento sociale, per la sanificazione, ecc.

Detto ciò, al momento, le linee guida date dal Dipartimento per le politiche della famiglia elencano, a partire dagli studi effettuati, una serie di accorgimenti, di regole, di pratiche, che devono essere rispettate tassativamente da tutti gli attori coinvolti: gestori, operatori, volontari, genitori e minori. Il rispetto delle regole è, necessariamente, un passaggio obbligato per vivere un’estate al sicuro, pur consapevoli che con molta probabilità comporterà un sacrificio enorme per i minori, privati della spontaneità di gesti, comportamenti, slanci che sono tipici della loro età.


Dott. Antonio Di Lisi

Pedagogista e Formatore